amore · cura · emicrania · storia · vizi

Emicrania, una storia d’amore.

Soffrire di emicrania cronica significa amare disinteressatamente.

L’amore non è una scelta. L’emicrania non è una scelta.

Non puoi decidere di essere amato. Non puoi decidere di non soffrire di emicrania.

L’amore è eterno. L’emicrania è eterna.

Solo chi ama ti può capire. Solo chi soffre di emicrania può capirti.

L’amore ti cambia la vita. Anche l’emicrania te la cambia, eccome.

Un sillogismo perfetto. Stessi sintomi per una malattia che non ha cura.
Non me ne vogliano neurologi, omeopati e specialisti. Dalla mia parte ho un avvocato che non ha mai perso una causa. La ragion veduta per eccellenza: l’esperienza vissuta.

L’emicrania è un amante focoso che non ti dà tregua. Pretende di venire a letto con te e di svegliarsi con te accanto. Vuole accompagnarti a lavoro e controllarne l’evoluzione. E’ dentro di te per avere la certezza di vedere per primo le cose attraverso i tuoi occhi. Mangia dal tuo stesso piatto e beve dal tuo stesso bicchiere. Scruta i tuoi pensieri e li deforma, contamina gli odori che senti, distorce i colori che osservi, deforma le esperienze, ne altera le percezioni, ti vizia, ti violenta.

Ma con questa forma di amore morbosa e ossessiva ci devi convivere. E così come in quei matrimoni combinati a cui non puoi sfuggire, fai presto ad imparare che non hai scelta. Ti guardi allo specchio. L’occhiaia destra, quella che corrisponde alla tempia più bersagliata, è sempre più pronunciata. Sai che devi amarti, anche così, anche con una salute che non è certamente l’aspetto più riuscito della tua esistenza.

Proprio come l’amore, l’emicrania ti spacca in due. L’una il cuore, l’altra la testa. Un’eterna sospensione fra se stessi e un’altra metà di cui non hai controllo.

Quando ami, così come quando soffri di emicrania, non hai scelta.

Puoi solo chiudere gli occhi e abbandonarti alla fiducia, l’unico rimedio ad una malattia senza antidoto.

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