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Su due piedi

Questo è un esperimento. A dire il vero ignoro se sia già stata fatta prima una cosa simile ma per me, di certo, è la prima volta.
Questo è un post che può “funzionare” solo in sinergia. Sinergia tra l’ascolto musicale e il testo.
Si tratta di un brano strumentale di un gruppo che ho scoperto solo due giorni fa, “The xx”. Ne sono rimasta rapita e ad ispirarmi è stata la loro musica estremamente evocativa.
Veniamo a noi. Il post è determinato da capoversi. Ogni capoverso dovrà essere letto nello spazio del time-code che indicherà il minutaggio del brano musicale. Spero di essermi spiegata.
La sinergia funziona meglio con l’ascolto in cuffia.
Adesso mettete pure in play il brano e ascoltate semplicemente, senza leggere, fino al minuto 00.40.

Leggere, da 00.41 a 01.00.
Corro. Corro e respiro ansimando fissando la strada. Non amo il footing ma oggi ho decisamente voglia di correre. Mi chiedo se scappo da qualcosa o corro verso qualcuno. Quindi decido di passare in rassegna le mie insoddisfazioni e le mie gratificazioni. Si chiama bilancio per questo, perché in ogni dualismo c’è sempre qualcosa che pesa di più e sui cui vince la forza, spietata, di gravità.

Leggere lentamente da 01.02 a 01.39
Sono stanca… sono fuori allenamento, mi accovaccio e prendo fiato. Ma non troppo. Non posso fermarmi, non posso arrendermi ogni volta che sento la forza abbandonarmi. Guardo la strada, è decisamente lunga, ma riprendo a correre, questa volta fissando i miei piedi. Per la prima volta mi rendo conto che sono un eterno dualismo anche loro, ci sostengono facendoci stare in bilico, ci reggono rischiando costantemente di perdere l’equilibrio. Tornare indietro o proseguire? Correre o camminare? Fermarsi o ballare? E allora come pretendere dalla testa coerenza se sono le nostre fondamenta ad essere bipolari? Forse per questo è sul volto che compaiono le emozioni, combattute ma pur sempre uniche, senza “riserve”, sottratte del privilegio del riscatto. Al volto non sono concessi errori, per nasconderlo bisogna “voltarsi”, un volto è una sola volta, è originale perché originario.

Leggere lentamente da 01.40 fino alla fine
L’allenamento per oggi può bastare. Non ho più fiato, sento il cuore percuotere il petto. Detesto prendere consapevolezza dei miei limiti soprattutto quando è il fisico a palesarmeli. Devo fermarmi, domani tornerò ad allenarmi. Ma è il cuore che fa il paio con la testa e anche questo è un eterno dualismo.

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One thought on “Su due piedi

  1. Mi sento tirato in causa.Forse nessun trattato di posturologia ha mai dato tanto in termini di relazione spazio-corpo-mente come queste poche righe.Averle intrecciate ad una colonna sonora così introspettiva e significativamente cadenzata con le emozioni di chi legge,rivela un’abilità alla sceneggiatura degna dell’autoironico Billy Wilder, nonchè una pulsante vena autobiografica.Che dire? Da pelle d’oca….ma non avevo dubbi.
    Francesco.

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