cura · storia · virtù · vizi

Umore benigno, la diagnosi.

Se il biglietto da visita di un blog è il suo titolo, Umore Benigno incarna bene l’anima di questo spazio, un po’ posto e un po’ post. Post, in qualità di messaggio pubblicato su internet, ma anche post come “a posteriori, e col senno di poi”, se possibile .

Il titolo, “Umore benigno”, in realtà l’ha scelto il mio fidanzato. Non mi piace appropriarmi di meriti che non mi appartengono. Ma non avrebbe potuto indovinare titolo più azzeccato, perché è un paroliere (ma niente a che vedere con Malgioglio) e perché mi conosce bene.

Umore Benigno è un gioco di parole, che richiama palesemente una patologia, una malattia che in questo blog perde la sua radice cattiva (la T in questo caso) per lasciare spazio al lieto fine, ad una diagnosi che benigna o maligna che sia, nel peggiore dei casi potrà sfociare in una metastasi umorale.

Una lettera può fare la differenza (o forse no), ma se la parole sono pietre e i tumori sono masse, non c’è poi cosi tanta differenza.

Chi vi parla è stata vittima (… no vittima fa troppo piccola fiammiferaia), colpita (non siamo mica alla battaglia navale suvvia), malata (no, la pena no eh!).

Insomma ho avuto un cazzo di tumore. Si maligno.

Ve ne faccio una rapida recensione:

Nome d’arte: Carcinoma midollare della tiroide.

Nome in codice: CMT.

Segno zodiacale: che domande.

Età: 7 anni. Ma se li porta bene.

Segni particolari: La mutazione genetica che lo ha generato.

Pregi. E’ raro, solo il 5% di tutti i tumori tiroidei.

Difetti. E’ introverso, un po’ subdolo.

Il tumore, cancro, carcinoma (significato e signficante mai furono più in sintonia) è una cicatrice, un marchio a fuoco, “il” segno particolare. Il segno del Cancro, e in questo caso neanche Paolo Fox si azzarda a dire che è in cima alla sua classifica domenicale.

Se parlo con la superiorità di chi è guarito?

Non ne posso giovare in questo momento, sono ancora sotto controllo e probabilmente lo sarò a vita.  Ogni anno ho un appuntamento fisso con aghi (della bilancia e degli infermieri), specialisti, ecografi, tac e tutto il pacchetto, rigorosamente all inclusive.

Umore Benigno, dunque, perché non mi vergogno di prenderlo in giro prendendomi in giro, perché mi piace pensare che raccontare la mia esperienza in un modo tutto mio che forse risulterà offensivo ma pur sempre sincero, possa aiutare chi è all’inizio di un percorso di guarigione, di una diagnosi difficile, per chi vuole confrontarsi, o per chi vuole avere meno paura di pronunciare la parola “tumore”

Spudorata, forse. Vulnerabile, molto.

Peccherò di blasfemia, ma è sempre meglio di un cancro, ve lo assicuro.
larablogger

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4 thoughts on “Umore benigno, la diagnosi.

  1. Nella malattia e nel dolore non c’è mai blasfemia. Al contrario, nell’uomo che accoglie la sofferenza arde la scintilla di Dio. Un abbraccio

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