storia

30 anni di moltitudine.

Importanti, pesanti, determinati ma non ancora determinanti, i 30 anni non hanno nulla da invidiare alle decine più blasonate. Perché non sono richiesti i bilanci dei 40, ma ti si chiede il resoconto dei futuri traguardi. Non hai il rispetto che ti viene riconosciuto a 50, ma cominci a capire a chi portare rispetto. Non sorridi alla vita passata come dall’alto dei 60, ma sorridi a quello che sai di poter ancora vivere.

A 30 anni hai vissuto abbastanza per poter capire cosa non vuoi, ma non abbastanza per capire cosa desideri. Hai l’esperienza per sapere chi sei, ma non a sufficienza per sapere cosa puoi essere. Sei a conoscenza di quello che hai, ma spesso vorresti avere altro. A 30 anni sei sospeso tra i rimorsi e i rimedi, i rimpianti e i sorrisi, le sconfitte e le conquiste, i “peccato” e i “magari”. Sei troppo adulto per le infatuazioni, ma ce ne vuole per gestire l’amore, troppo disincantato per le illusioni ma non troppo pesante per restare con i piedi per terra.

A 30 anni è tardi per gli alibi, ma troppo presto per le colpe, sei troppo grande per fare i capricci ma ti senti in diritto di travestirli da sogni.

In fondo fino ai 39 anni c’è tempo.

larablogger

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