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5 cose che impari vivendo a Milano (LaMilanoDaBari #3)

La vita segreta di Walter MittyVivo a Milano da ormai 2 mesi. E il fatto che dica “ormai da 2 mesi” e non “da soli 2 mesi” la dice lunga sul mio punto di vista. Ma non azzardiamo giudizi affrettati e, piuttosto, veniamo al punto che sennò mi perdete l’attenzione.

Sento di poter affermare con una certa sicurezza che in in questo breve lasso di tempo ho imparato già tante cose su questa città così grande e così diversa dal mio paesino sul mare. Forse se fossi nata a Roma o a Torino tutte queste differenze non le avrei neanche notate, ma io sono di Polignano a Mare e parliamo di due realtà che di sovrapponibile hanno ben poco.

Sappiate che molte di queste considerazioni sorgono in metro, uno dei mezzi con cui mi sposto più di frequente. Le rotaie su di me hanno sempre avuto un certo ascendete. Quando il mio tragitto quotidiano era Polignano-Bari credevo fosse merito del paesaggio dietro i finestrini, invece dai finestrini della metro il panorama più bello che tu possa guardare è fatto da 6×3 che ti convincono a compiere una qualsiasi azione che comporti lo spendere dei soldi.

Quindi il fattore discriminante non è il panorama, ma a questo punto propenderei per il percorso lineare sui binari. Quasi come se anche la mente si sintonizzasse su delle rotaie immaginare che ti portano a riflettere, tirare le somme, analizzare. Ma questo è un percorso in cui non sono ammesse fermate, né passaggi a livello o titoli di viaggio. I viaggi mentali, almeno quelli, sono gratis, pur avendo un prezzo tutto loro.

Forse in treno farei meglio a dormire, direte voi? Probabile, ma tant’è.

In tutto questo andirivieni di linee parallele d’acciaio, ho deciso di stilare un primo elenco delle 5 cose che impari vivendo a Milano.

1. Riconoscere il profumo della nebbia. Si, perché sappiate che la nebbia ha un odore, neanche tanto gradevole.

2. Rimpiangere di non aver intrapreso studi di urbanistica, dovendo spesso rispondere alla domanda: Se dal punto A devo arrivare al punto B come posso fare se voglio utilizzare meno mezzi possibile nel minor tempo possibile?

3. Domodossola esiste. E non è un’invenzione della ruota della fortuna e di “Nome cose città”! Ma per gli amici rimane DidiDomodòssola.

4. Imparare il valore della fedeltà. Si, quella verso negozi e supermercati. Una carta fedeltà è per sempre!

5. A Milano devi correre. Lo chiamano “passo milanese”. Un po’ come il balzo della tigre. Fatico ancora a capire perché la gente si disperi davanti al treno della metro appena partito, quando dopo un minuto ne arriverà un altro.

Quando assisto a questa scena mi viene in mente questo…

Ogni mattina in Italia quando sorge il sole un milanese si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del collega per raggiungere l’ufficio. Ogni mattina in Italia non importa che tu sia un milanese o un pugliese, l’importante è che cominci a correre.

larablogger

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LaMilanodaBari #1

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