mezzi pubblici · pendolari · storia · vizi

Mi sono innamorata di una hostess

Adoro la voce rassicurante del comandate e la premura della hostess che chiude le cappelliere. Che poi, detto fra noi, voi ce lo avete mai visto o trovato un cappello lì dentro? 

Mi guardo intorno e focalizzo volti complici , mi fa sentire sicura leggere nei loro occhi l’apatia dettata dall’abitudine. “Avranno viaggiato molto – mi dico – Scelgono l’aereo perché è il mezzo più sicuro. Guarda com’è rilassato quel signore. Potrebbe essere il testimonial di Ryanair”.

img_7519Soliloqui, lunghi soliloqui della Lara che vuole diventare grande e tenta di prendere per mano la Lara bambina che ama restare attaccata alla gonna della mamma, che per l’occasione sarebbe mamma-asfalto. 

Ecco. Barbara prende quella cornetta-microfono e si presenta. Insieme a lei ci sono Susanna, Alessandro e Gaetano. Barbara ha appena detto “ci prenderemo cura di voi”. Giuro che lo ha detto. Mi è sembrato il suono più dolce del mondo. 

Jonathan Anderson (Jonathan, come il gabbiano, porterà bene no?) e Marco Comunella saranno i piloti che varcheranno questo cielo notturno e mi porteranno a casa. 

Adesso Gaetano ha indossato il giubbotto giallo e cammina nel corridoio per accertarsi che abbiamo le cinture allacciate. Certo, Gae, ma ti pare che non mi avvinghi a questa poltrona come fosse l’ultima volta che mi siedo in vita mia?

Ora anche Barbara, che al passaggio lascia dietro di sé un profumo un po’ troppo invadente, mi guarda il punto vita. Pure lei si accerta che abbia il sedere incollato. Si Barbara, ma cambia profumo. 

Bene, si sta muovendo, ma la faccenda brutta del giubbotto me l’ha spiegata solo una voce all’altoparlante. Barbara perché mi abbandoni così. Spiegami  perché ci dovrebbe essere una “rara eventualità di un ammaraggio”. Inoltre se il giubbotto non si gonfia l’ossigeno fuoriuscirà lo stesso? E da dove Barbara bella, da dove esce l’ossigeno che tiro una boccata adesso. 

Ok hanno spento le luci. “È la modalità notturna”. Ma precisamente perché al buio spegnete la luce?

Il cuore accelera il battito. Il segnale delle cinture mi sembra un faro accecante. Si sentono vari bip che dio solo sa quanto vorrei decifrare. Ma perché non ho studiato per diventare pilota?

Ok, le ruote sono ancora incollate. Jonathan possiamo continuare così fino a Bari tutto il tempo? Che ti costa in fondo? E dai Johnny, ti danno la precedenza fidati. Oppure voliamo basso basso che mi fai vedere le case non troppo piccoline, che posso atterrare in qualsiasi momento su un campo di grano. Poetico no?

No eh? Vuoi proprio decollare. Ora ti posizioni sulla rampa e impenni. 

Ci siamo. Barbara stammi vicino. Il rumore dei motori è un trapano nella testa. L’asfalto non lo sento più così amico. 

Le mani sudate. Il fiato corto. Il cuore impazza. Stacchiamo da terra e io non guardo più fuori neanche sotto tortura.

Insomma pare voli sto coso. Ma perché nessuno mi parla? Ma prima non si usava attaccare bottone col vicino? Ad esempio nella serie tv “Mad Man” c’erano sempre conversazioni illuminanti negli aerei. In verità il protagonista quasi sempre si scopava la hostess all’atterraggio ma questa è un’altra storia. Barbara io non lo farei mai, credimi.

mad men

Ora vibra. Si balla un po’. Dai bello, stabilizzati che attraversiamo l’Italia insieme. 

Barbara, parlami  della lotteria di Ryanair e passa con il tuo servizio bar. Questo coso continua a ballare e io voglio solo vedere il tuo sorriso dietro il carrello mentre mi chiedi “dolce o salato”. 

Gaetano e Alessandra chiedono “permesso”. Portano il carrello nella parte davanti, quella dove mi trovo io dopo un’accurata ricerca su Google sui posti a sedere più sicuri.

Con il menu da dieci euro posso prendere riso basmati con pollo e salsa di pomodoro al forno. Farà cagare ma ora mi sembra tutto meraviglioso perché Barbara sta raccontando al microfono che vuole prendersi cura di me. Ma ora ha aggiunto che il segnale delle cinture per adesso non lo spengono.

Ma devi dirmi perché. La cintura mi sta bene su questo jeans? Barbara continua a parlare ma questa volta con qualcuno alla cornetta toccandosi i capelli legati in una coda di cavallo. Non lo sa che cerco di decifrare ogni sua smorfia. Pendo dalle sue labbra, dai suoi capelli e dal suo profumo che ha pervaso tutto l’aereo. Ora è scomparsa dal mio campo visivo. La cerco. Qualcuno ha sganciato la cintura e ora secondo me Barbara si arrabbia. Non come me che resto diligente qui ad attendere un tuo cenno neanche fossi un border collie in attesa del segnale dall’addestratore. Dove sono i croccantini Barbara?

Eccola. Mi porge il volantino del Duty Free con i saldi d’autunno. Ok quindi va tutto bene, giusto? Se ci sono i saldi mi posso rilassare pensando ai profumi che vorrei regalarti.

Il momento del Duty Free
Il momento del Duty Free

È trascorsa mezz’ora e sono riuscita a distrarmi leggendo e ascoltando musica. Solitamente non sono multitasking ma volevo occupare tutti i sensi per sottrarre più i varchi possibili alla paura. È Alessandro a raccontarmi del gratta e vinci. Ha una voce morbida e amichevole. Gli chiederesti volentieri il latte la mattina sul pianerottolo. 

L’aereo ha già superato da un po’ quella fase in cui sei a metà viaggio e ad un tratto sembra che si spengano i motori, come se stesse frenando e decidesse di planare così, a motori spenti.

Una volta mi hanno anche spiegato che un aereo potrebbe atterrare così, ma mi fido sulla parola. Teniamoli accessi sti motori eh. 

Barbara mi racconta che stiamo per attivare la procedura di atterraggio. In effetti balliamo un po’ da 5 minuti ma ho deciso di lasciarmi andare e liberare la mia paura. 

Sbircio dal finestrino. L’aereo è instabile, il vento è molto forte, ma finalmente tocchiamo terra.

Barbara è stato bellissimo viaggiare con te. 

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One thought on “Mi sono innamorata di una hostess

  1. Ciao Lara anche io ho paura di volare, ho anche paura di non vedere altri posti al di là dell’Italia. Bhe fortunatamente la seconda paura è più grande della prima. Comunque scrivi molto bene, mi piace il tuo stile. A bientot

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