storia

Dei vezzi di mio padre.

Quando ero piccola c’era una cosa che mi piaceva fare quando mio padre rientrava dal lavoro. Era una cosa che mi faceva sentire importante.

Si sedeva a tavola e, visto che faceva il “commerciante di prodotti ittici” (amava che chiamassi così il suo mestiere, gli conferiva un’aura di solennità), io gli staccavo dai polsi le squame che gli erano rimaste attaccate durante la mattinata e che non erano venute via neanche dopo i mille lavaggi a cui si sottoponeva per non far percepire neanche minimamente che lui maneggiasse pesce dal mattino alla sera.

In effetti lui e la sua pescheria ti inebriavano per i suoi eau de parfum che consumava copiosamente. E alla fine uscivi da lì che non sapevi se avessi comprato 5kg di orate o Chanel n. 5.

Se la scrittura, come le foto, servono a rendere immortali persone e momenti, allora incollo qui questa polaroid di un racconto familiare e antico, profumato e autentico.

Lo avrei fatto per mille anni ancora, staccare le squame e sentirmi dire il tanto agognato “brava Laretta”.

Annunci

Una risposta a "Dei vezzi di mio padre."

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...