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Di equilibri e contagocce.

Assumo un farmaco tutte le sere. Da circa due anni. Un po’ perché mi aiuta a dormire, ma soprattutto perché abbassa il volume delle mie emicranie (che è la ragione per cui mi è stato prescritto). Profilassi, si chiama in gergo medico. Ovvero quella procedura a cui devi sottoporti per un periodo mediamente lungo per… Continue reading Di equilibri e contagocce.

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Di cocktail e lacrime.

Ho appreso solo qualche giorno fa che le lacrime non sono tutte uguali e questo mi ha sconvolta. Ero in una galleria d’arte a Polignano e mi viene mostrato il lavoro di un artista contemporaneo di cui ignoravo l’esistenza. Il suo nome d’arte è Aqua Aura. Non mi addentrerò in una materia su cui mi… Continue reading Di cocktail e lacrime.

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Il ragazzo della metro.

Esco di casa al mattino quasi sempre alla stessa ora. 8.39. Ho imparato a cronometrare alla perfezione le tempistiche appena apro gli occhi e qualsiasi cosa io faccia varco la soglia di casa per andare al lavoro sempre alle 8.39. Anche perché se vivi a Milano impari presto il cosiddetto “passo milanese”, quello dei sorpassi… Continue reading Il ragazzo della metro.

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Di quella volta che mi infilai in una macchina infernale.

Mi chiedo chi abbia inventato la cabina per le fototessere. Parlo di quel box dotato di tendina di plastica situato in stazioni e metropolitane che tutti guardano con un po’ di sospetto come se fosse un luogo di perdizione. Oggi entro in questa specie di ripostiglio con un po’ di imbarazzo e la stessa curiosità… Continue reading Di quella volta che mi infilai in una macchina infernale.

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Dei vezzi di mio padre.

Quando ero piccola c’era una cosa che mi piaceva fare quando mio padre rientrava dal lavoro. Era una cosa che mi faceva sentire importante. Si sedeva a tavola e, visto che faceva il “commerciante di prodotti ittici” (amava che chiamassi così il suo mestiere, gli conferiva un’aura di solennità), io gli staccavo dai polsi le… Continue reading Dei vezzi di mio padre.

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Di quasi compleanni e miracolose cure anti-età.

Compiva 35 anni nel giorno più freddo di quell’inverno. Era la notte tra il 26 e il 27 febbraio 2018. L’hanno battezzata Burian; così si chiamava l’ondata di gelo siberiana che aveva investito l’Italia, potente non meno di quella mediatica che infarciva il web di nuovi fenomeni climatici. “Arriva la Bomba di neve”, “E’ allarme… Continue reading Di quasi compleanni e miracolose cure anti-età.

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Del mio Umore Benigno, 13 anni dopo.

Ieri guardavo Le Iene, aspettavo il ritorno di Nadia Toffa perché è una donna che ho sempre ammirato tanto, per come fa il suo lavoro prima di tutto, per l’energia che trasmette e quella marcia in più che le invidio tanto. Il suo “ho avuto un cancro” è stato sordo e violento come una schioppettata,… Continue reading Del mio Umore Benigno, 13 anni dopo.

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Quelle volte che

11 anni. Quella volta che un signore prese la mia mano accarezzandola in modo equivoco anche per una 11enne, invitandomi a raggiungerlo a casa sua. Quella volta lì, impaurita e confusa, per sfuggire a quella morsa infilai la mano nella tasca del mio barbour non originale per proteggerla e ancorarla in un posto sicuro. Non… Continue reading Quelle volte che

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Anatomia delle emozioni

Di testa. In punta di piedi. Ma a volte con i piedi. A braccio. O quando ti fai prendere la mano. Di petto. Obtorto collo. Di pancia. Ad occhi chiusi. A pelle… e a volte anche a cazzo. Ma di gran lunga ciò che preferisco è mettere insieme l’istinto e il destino. Ecco sì, io… Continue reading Anatomia delle emozioni

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Errata Corrige

Sono un’abitante delle sfumature, una sostenitrice del diritto di replica, amante del recesso anticipato. Inanello puntini di sospensione, simpatizzo per i punti e virgola, ansiosa di incrociare PS alla fine di una lettera, fiduciosa negli asterischi correttivi al termine di una frase digitale. Rassicurata dal cambio entra 30 giorni ad acquisto compiuto, credente nella reincarnazione… Continue reading Errata Corrige