amore · storia · virtù · vizi

Perché ci schieriamo col più debole

Ho sempre sostenuto che sia molto più facile tifare per i più deboli. “Naturale”, direte voi. E io vi dico che naturale non è, perché dietro questa parvenza di compassionevole solidarietà, si cela molto spesso, in verità, la paura. La paura del più forte. Supportare chi sta attraversando un momento di sconforto, un fallimento, un… Continue reading Perché ci schieriamo col più debole

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Prevenire è meglio che cuccare

Come da mia abitudine, prima di ogni post un po’ più rompipalle del solito, faccio le dovute premesse. Sto per parlare di cancro e prevenzione. E voi vi chiederete: che c’entra Marlon Brando? Ok, ora ci arrivo. Ho conosciuto nella mia vita diverse, troppe persone affette da cancro, alcune di queste non possono più raccontarlo,… Continue reading Prevenire è meglio che cuccare

amore · storia · virtù · vizi

Cose che insegnerei a mio figlio

A bilanciare umiltà e dignità. A dormire 8 ore a notte. A ricordare che dalle persone a cui insegniamo qualcosa, possiamo imparare a nostra volta. A non andare nel panico se gli si scaricherà l’iPhone. A farsi rispettare, ma a rispettare prima di tutto. A saper aspettare il suo turno di parola. A non aver paura della fisicità. A… Continue reading Cose che insegnerei a mio figlio

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Sistemi binari (elogio dello zero)

Sistemi binari. Linguaggi composti da due simboli matematici che bastano a se stessi per esprimere qualsiasi cosa. Solo 0 e 1, ma combinati in modi infiniti e irripetibili. L’uno opposto dell’altro, eppure distanti di una sola unità. A volte basta un passo per essere distanti, altre volte non bastano chilometri per sentirsi lontani. Siamo tutti… Continue reading Sistemi binari (elogio dello zero)

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La Milano da Bari #2 (come fare a meno di ciò di cui non puoi fare a meno)

Sono a Milano da due settimane, dopo aver vissuto più che stabilmente tra Polignano a Mare e Bari per i miei primi 30 anni di vita (questo per chi si fosse perso le puntate precedenti), ovvero gli anni in cui ho messo a fuoco un’esigenza chiara e precisa: “Non me ne andrò mai lontana da casa”.… Continue reading La Milano da Bari #2 (come fare a meno di ciò di cui non puoi fare a meno)

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La Milano da Bari (e i suoi luoghi comuni, molto ben popolati)

Per chi non lo sa, “Milano da bere” è il celebre slogan datato 1985, frutto della mente di un pubblicitario che ha fatto la storia (Marco Mignani, a lui si deve anche lo storico “dieci piani di morbidezza”). L’espressione è divenuta celebre non tanto per aver fatto la fortuna del prodotto all’epoca pubblicizzato, l’Amaro Ramazzotti, ma… Continue reading La Milano da Bari (e i suoi luoghi comuni, molto ben popolati)

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Spunti di ripristino (ovvero come riconfigurare se stessi).

Mi sono sempre chiesta se fossi all’altezza degli altri. Mi sono sempre rapportata agli altri con timore reverenziale, a testa bassa per non sfidare, a piedi felpati per non pestare, le spalle strette per non urtare, la voce bassa per non farmi sentire. Ho cercato di adattarmi al flusso: quello delle parole perché non fossero… Continue reading Spunti di ripristino (ovvero come riconfigurare se stessi).

amore · storia

Ex, 10 domande da non fare.

Capita a tutti di dover fare i conti con il passato sentimentale del proprio partner. Che sia più o meno ingombrante l’importanza di un ex dipende sí dal modo in cui ne parla il partner, ma la maggior parte dell’ex-pensiero proviene dalla testa della persona che prende il suo posto. Così, nella maggior parte dei… Continue reading Ex, 10 domande da non fare.

amore · necessità · storia

Con / dividere.

La condivisione comporta inevitabilmente dei rischi. E’ la parola stessa a rivelarlo. È “con”, ma anche “divisione”, è aggiungere ma anche perdere. Prima di condividere qualcosa bisognerebbe chiedersi se a pesare di più siano i benefici o quello che si è disposti a lasciar andare. Ma quanto è bieco il calcolo preventivo. Anestetizza i sensi,… Continue reading Con / dividere.

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Su due piedi

http://www.youtube.com/watch?v=4KnUBu8SFk0

Questo è un esperimento. A dire il vero ignoro se sia già stata fatta prima una cosa simile ma per me, di certo, è la prima volta.
Questo è un post che può “funzionare” solo in sinergia. Sinergia tra l’ascolto musicale e il testo.
Si tratta di un brano strumentale di un gruppo che ho scoperto solo due giorni fa, “The xx”. Ne sono rimasta rapita e ad ispirarmi è stata la loro musica estremamente evocativa.
Veniamo a noi. Il post è determinato da capoversi. Ogni capoverso dovrà essere letto nello spazio del time-code che indicherà il minutaggio del brano musicale. Spero di essermi spiegata.
La sinergia funziona meglio con l’ascolto in cuffia.
Adesso mettete pure in play il brano e ascoltate semplicemente, senza leggere, fino al minuto 00.40.

Leggere, da 00.41 a 01.00.
Corro. Corro e respiro ansimando fissando la strada. Non amo il footing ma oggi ho decisamente voglia di correre. Mi chiedo se corro da qualcosa o verso qualcuno. Quindi decido di passare in rassegna le mie insoddisfazioni e le mie gratificazioni. Si chiama bilancio per questo, perché in ogni dualismo c’è sempre qualcosa che pesa di più e sui cui vince la forza, spietata, di gravità.

Leggere lentamente da 01.02 a 00.20
Sono stanca… sono fuori allenamento, mi accovaccio e prendo fiato. Ma non troppo. Non posso fermarmi, non posso arrendermi ogni volta che sento la forza abbandonarmi. Guardo la strada, è decisamente lunga, ma riprendo a correre, questa volta fissando i miei piedi. Per la prima volta mi rendo conto che sono un eterno dualismo anche loro, ci sostengono facendoci stare in bilico, ci reggono rischiando costantemente di perdere l’equilibrio. Tornare indietro o proseguire? Correre o camminare? Fermarsi o ballare? E allora come pretendere dalla testa coerenza sono le nostre fondamenta ad essere bipolari? Sarà per questo che è sul volto che compaiono le emozioni, combattute ma pur sempre uniche, senza “riserve”, sottratte del privilegio della rivincita. Al volto non sono concessi errori, per nasconderlo bisogna “voltarsi”, è originale perché originario.

Leggere lentamente da 01.40.
L’allenamento per oggi può bastare. Non ho più fiato, sento il cuore percuotere il petto. Detesto prendere consapevolezza dei miei limiti soprattutto quando è il fisico a palesarmeli. Devo fermarmi, domani tornerò ad allenarmi. Ma è il cuore che fa il paio con la testa e anche questo è un eterno dualismo.